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Regolamento UE 2024/1781 - l’Ecodesign e il Digital Product Passport

Scopri come il Regolamento UE 2024/1781 impatterà sulla tua azienda con l'introduzione dell'Ecodesign e del Digital Product Passport.

Il mercato europeo sta vivendo una trasformazione senza precedenti che sposta l'asse della competitività industriale verso la trasparenza e la circolarità. Con l'entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1781 (ESPR - Ecodesign for Sustainable Products Regulation), l’Unione Europea ha stabilito un nuovo quadro normativo per rendere i prodotti sostenibili la norma e non più l'eccezione. Non si tratta di una semplice revisione burocratica, ma di un cambio di paradigma: la progettazione ecocompatibile (ecodesign) non riguarda più solo l’efficienza energetica, ma l’intero ciclo di vita del bene, introducendo strumenti rivoluzionari come il Digital Product Passport che permetterà di monitorare l'impronta ambientale di ogni articolo immesso sul mercato.

Oltre la vecchia direttiva: cosa cambia con il Regolamento UE 2024/1781

In pratica, ogni prodotto dovrà rispondere a specifici requisiti di progettazione ecocompatibile che si dividono in due grandi pilastri:

  1. Requisiti di prestazione: livelli minimi o massimi quantitativi che un prodotto deve rispettare per poter essere venduto (ad esempio limiti sull'uso di risorse o soglie di riciclabilità).

  2. Obblighi di informazione: la necessità di fornire dati trasparenti su aspetti quali la presenza di sostanze che destano preoccupazione o le istruzioni per la manutenzione e il fine vita.

Il Digital Product Passport: la nuova carta d'identità dei prodotti sostenibili

L'innovazione più significativa introdotta dalla norma è senza dubbio il Digital Product Passport (DPP). Si tratta di un set di dati digitali, accessibile tramite un supporto dati come un codice QR, che accompagnerà il prodotto lungo tutta la catena del valore.

Per le aziende, implementare il DPP significa imparare a gestire e misurare i propri dati ambientali in modo rigoroso e standardizzato, garantendo l'interoperabilità tra i diversi attori della filiera.

Un esempio concreto di questa evoluzione normativa è rappresentato dal settore della detergenza: il nuovo Regolamento (UE) 2026/405 ha già stabilito l'obbligo di un Digital Product Passport per i detergenti e i tensioattivi destinati all'utilizzatore finale

Impatto operativo: quali aziende e settori sono coinvolti?

Il Regolamento coinvolge tutti gli operatori economici: fabbricanti, importatori e distributori. La conformità non sarà più un'autodichiarazione generica, ma sarà attestata dalla marcatura CE, che confermerà il rispetto degli standard di ecodesign fissati negli atti delegati specifici per ogni categoria.

Il Piano di Lavoro 2025-2030 della Commissione Europea ha già individuato i settori prioritari che saranno impattati per primi:

  • Prodotti tessili, con particolare attenzione ad abbigliamento e calzature.

  • Ferro, acciaio e alluminio, settori chiave per la decarbonizzazione industriale.

  • Mobili e materassi.

  • Pneumatici.

  • Prodotti chimici e TIC (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione).

Cosa fare per essere preparato

Molti dei nostri clienti ci chiedono se sia possibile attendere la pubblicazione degli atti delegati specifici prima di agire. La nostra risposta, basata su 25 anni di esperienza nel settore, è che chi si muove oggi avrà un vantaggio competitivo incolmabile.

Prepararsi in anticipo non significa solo evitare sanzioni, ma significa ripensare il prodotto in ottica di economia circolare. Noi di Chimica HTS vediamo spesso che le aziende che iniziano subito a misurare la propria impronta ambientale e a mappare la propria catena di fornitura riescono a ottimizzare i costi di produzione e a rispondere meglio alle richieste di un mercato sempre più esigente.

Il passaggio verso il Digital Product Passport richiederà una revisione dei flussi di dati interni. Anticipare questo cambiamento permette di integrare la raccolta dei dati nei processi aziendali esistenti senza traumi operativi. In HTS, come partner per lo sviluppo di prodotti sostenibili, interpretiamo queste novità normative non come vincoli, ma come opportunità per dimostrare l'eccellenza e l'affidabilità tecnica delle imprese italiane sul palcoscenico globale.

Il futuro della manifattura europea è tracciabile, duraturo e a basso impatto. Essere pronti per il Regolamento UE 2024/1781 significa essere pronti per guidare questo cambiamento. 

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